|
|
||||||||||
| Codice rif: avb02 | Prezzo: € 2.000.000,00
|
|||||||||
Descrizione: Chiamata dai paesani “il palazzo” per le sue caratteristiche architettoniche, è da considerarsi realizzata nel periodo tra il 1700 e il 1720 dalla famiglia di mercanti livornesi Tordoli secondo i dettami della villa-fattoria, per essere abitata dalla famiglia Bandini, la cui figlia Paolina è stato uno dei soggetti preferiti dal pittore Lega, che la ritrasse in varie attività domestiche. La bellezza dei paesaggi e la purezza dei rapporti tra semplici persone che sono stati fonte straordinaria di ispirazione per queste opere, vengono ancora oggi avvertiti in questa splendida dimora in stato di abbandono, che aspetta solo di essere recuperata per tornare all’antico splendore. La sua qualità residenziale è ben riconoscibile fin dal prospetto principale, disposto su due livelli impreziositi dall’elegante terrazzo, le cornici delle ampie finestre ad edicola del piano secondo e le finestre del piano primo protette da inferriate, con l’oratorio della villa sormontato da apertura a forma di croce da un lato e la discesa con aperture della cantina dall’altro. Superato infatti il cancello d’ingresso al bel giardino di oltre 4000 mq racchiuso tra la villa e i vari fabbricati rurali ed esposto a sud, sono proprio le grandi cantine al piano terra, con volte a crociera e con i vecchi tini a ricordare la funzione agricola della dimora, un tempo circondata da una vasta tenuta con produzione vitivinicola e oggi con 5,5 ha in unico corpo. Al piano primo della villa si trova l’ingresso che collega il fronte principale nord con il fronte sud affacciato al giardino, con a fianco l’importante salone centrale con pitture dell’epoca il cui accesso è posto a metà del corridoio mentre i due ingressi secondari sono l’uno in prossimità della cucina caratterizzata dal grande camino e l’altro di fronte all’ampio studio dal quale un corridoio conduce alla cappella le cui funzioni pubbliche per i mezzadri avvenivano invece privatamente per i proprietari. Attraverso una scala in pietra serena posta a metà del salone principale si raggiunge il piano secondo dove disponiamo della stessa superficie del piano primo divisa tra salette, ripostigli, disimpegni e 10 grandi camere, che potranno raddoppiare rendendo abitabile il sottotetto solo praticabile. L’interpretazione ad esempio come elegante struttura alberghiera viene favorita dalla disponibilità del fabbricato posto a ovest della villa, un tempo impiegato come magazzino del raccolto agricolo e ideale per il ristorante esterno; dalla presenza a fianco dell’ingresso principale dell’ufficio del fattore che potrebbe diventare l’abitazione del custode e ancora cantine, stalle e officina per la riparazione delle macchine impiegate nella fattoria poste nel lato est del complesso, ideali come spazi dedicati alla cura per il benessere del corpo e dello spirito. Completano i 2275 mq di superficie totale disponibile la preziosa perla architettonica rappresentata dalla cappella con piccolo palco e con corridoio di comunicazione diretta con il piano nobile della villa. Bene tutelato per il suo pregio artistico e storico dal Ministro per i Beni Culturali e Ambientali in data 28 gennaio 1988
|
||||||||||
| Distanze: 35 Km dall'aeroporto Galilei di Pisa | ![]() |
|||||||||
| Terreno: 5.5 ettari | ||||||||||
| Accesso: Ottimo | ||||||||||
| Utenze: Acqua ed elettricità sono attive | ||||||||||
|
Zona: Contornata da numerosi imponenti cipressi, fra oliveti e boschi di sughere che degradano da Livorno verso le colline fino in località Poggio Piano, si trova questa villa ricordata per aver avuto tra i suoi ospiti illustri il pittore macchiaiolo Silvestro Lega, che in questi luoghi trovò ispirazione per la sua stagione artistica più serena, conosciuta come Periodo del Gabbro. Quadri che raccontano una Toscana antica, tele dalla semplicità rusticana che ci restituiscono piccoli universi pieni di uomini e di donne “fantastici, vestiti di toppe dai mille colori strappati nelle fughe tra siepi e macchie”. La vita di Silvestro Lega non fu certo una vita facile. Al contrario fu una vita costellata di difficoltà, con opere vendute per poche lire avvolgendole nella carta di giornale e dove gli unici momenti di serenità finiranno per coincidere con i soggiorni nella campagna del Gabbro, a Poggio Piano. |
||||||||||
|
Planimetria: Scarica PDF
|
||||







