Sono loro gli eroi di una vita migliore: ambientalisti, eco agricoltori, preoccupati dalle gelate e dalla grandine, ma non stressati dal cellulare (che buttano), pazienti e fatalisti, dormono sotto un albero e riconoscono il cambio di stagione dai profumi. In una parola più felici. Senza rinunciare alle comodità della tecnologia.Nell'intervista realizzata da Gianemilio Mazzoleni, Carole Bouquet parla della casualità nell'arrivare dieci anni fà a Pantelleria, ed è stato subito un colpo di fulmine. "Per una ragazza di città come me è stato come ritrovare le mie radici profonde tremila anni di storia". Una scoperta che l'ha portata a comprare appezzamento dopo appezzamento dieci ettari di vigna, frutteti e cespugli di capperi. L'amore per la terra e quello per il vino si sono incontrati: Carole produce un Passito considerato tra i migliori. Lo ha chiamato Sangue d'Oro "dal colore della luce della Sicilia e della terra bruna". Alla domanda su cosa avesse imparato dalla natura, Carole risponde "Nunzio, il contadino che segue la vigna, è il mio mentore: con lui ho sempre i piedi nella terra e ho capito che anche un terreno come questo, se trattato con amore, ti può dare un dolcissimo nettare. Impossibile spiegare queste senzazioni anche per chi, come me, ha vissuto molto i sentimenti sullo schermo: la terra bisogna viverla". A Capalbio c'era il sole, il mare e politici e attori che venivano ai suoi bagni e al suo ristorante. Vita da sogno per Franco Rossi? "Uno stress folle e una fatica che bisogna proprio essere giovani...E poi chi li vedeva mai i bambini?". Così Rossi, con la moglie, decide di tornare in campagna, a Castellina in Chianti, dove aveva radici e dove i nonni vendevano la terra che negli anni Ottanta andava in malora. Tredici ettari, ulivi e vigne e un bel bosco finanziato dalla Cee per limitare i danni del buco dell'ozono. Ma non si lavora dall'alba al tramonto? "Scherza, non ce la farei; lavoro dalle sei alle dieci e dalle cinque alle otto in estate".E lo stress? "Ce n'è un pò anche di quello, perchè la campagna ha i suoi ritmi, ma non ho certo le tabelline delle ferie e dei ponti come i clienti del mio agriturismo...E quando cala il sole vado a casa". Quella di Duccio Fontani è la favola della campagna di una volta, senza chimica nè macchine agricole. E' il sogno di una vita a contatto con la natura che fà bene all'ambiente. E permette di vivere pure benino, sopra un fazzoletto di terra. Fontana ha 6 ettari a Tegole, nel Chianti, dove coltiva 25 tipi di piante aromatiche, timo, senape, rosmarino. Le coltiva seguendo l'esposizione naturale del terreno, senza stravolgerlo con diserbanti e disboscamenti. Gli asini puliscono il sottobosco e forniscono il letame. Fontani essicca da solo le sue erbe e le miscela in preparati per la cucina. La qualità fondamentale del contadino? "Amare quello che fà. non pensare solo ai soldi ma alla soddisfazione del proprio lavoro e del contatto con la terra. Passo 10-12 ore al giorno nel campo e sono contento, non sento neanche il bisogno delle ferie. Quando sono stanco mi metto sotto un albero e dormo" Qual'è il podere minimo per vivere della propria terra? "Due-tre ettari di vigna bastano, a patto di produrre un vino di alto livello; ma per una produzione come la mia è sufficiente un ettaro". (Gianemilio Mazzoleni da Style Magazine del 4 Aprile 2008)
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