Partendo da questa premessa sulla quale chiunque non può che essere d'accordo, il confronto tra acquisto e locazione di una casa parrebbe una semplice esercitazione accademica. Ma esaminando la questione con il confronto economico del dare e dell'avere, possiamo scoprire che le cose non sono mai da considerarsi scontate. Ci sono mille ragioni per comprare casa: ad esempio il non dover render conto a nessuno di quello che desideriamo fare per personalizzare la propria dimora o non vanificare ogni miglioramento apportato all'immobile di cui saranno altri a godere o evitare di vivere nel timore di doversi cercare un'altra casa. Ma se ci limitiamo ai numeri, il confronto è molto aperto nelle grandi città, dove le somme necessarie per l'acquisto sono ancora molto elevate e c'è bisogno di un massiccio ricorso al credito, mentre è più facile riconoscere la convenienza dell'acquisto rispetto all'affitto se la nostra scelta riguardasse una casa in uno dei tipici borghi toscani. Perchè l'acquisto si riveli un'affare bisogna innanzitutto ipotizzare che gli immobili continuino a garantire nel medio periodo la difesa dell'inflazione, e questo è molto più probabile se evitiamo il classico appartamento in città, dove la bolla speculativa è stata più ampia e quindi maggiore il rischio di perdita del valore iniziale. Ma anche così, quando per comprare è necessario un mutuo, si deve abitare nella casa per almeno 10-15 anni. per poter dire di aver fatto la scelta migliore. Il tempo lavora comunque a favore di chi compra anche perchè la rata del mutuo rimane ferma (almeno se è fissa come nell'ipotesi considerata) mentre l'affitto è destinato a crescere ogni anno. Un'aspetto comunque importante riguarda il valore del mutuo rispetto al valore della casa e il tasso di finanziamento: è importante disporre già di un minimo capitale iniziale e concordare con la banca la possibilità di scegliere periodicamente la condizione più favorevole disponibile tra tasso fisso e tasso variabile. Nel nostro esempio confrontiamo l'acquisto e l'affitto a Milano di una casa da 60 metri quadri in semi-periferia (ma saremmo più sicuri di una rivalutazione della residenza di 120 metri quadri nel borgo storico in Toscana). I costi considerati, sulla base dell'ultimo rapporto dell'Osservatorio Immobiliare di Nomisma, sono di 290mila euro per l'acquisto e di 1000 euro al mese per l'affitto. Chi compra dispone di 174mila euro in contanti e chiede un mutuo da 140mila euro per 20 anni, con una rata mensile a tasso fisso pari a 1000 euro (quindi uguale all'affitto). Chi invece va in affitto pur disponendo dei 174mila euro in contanti investe questa somma al tasso di inflazione, ipotizzato al 2% annuo. Fatti i calcoli, dopo 10 anni chi sceglie la locazione conserva ancora un netto vantaggio rispetto all'acquisto; il gap si annulla intorno ai 15 anni. Ma dopo il confronto non ha più storia perchè al termine del pagamento del mutuo il vantaggio di chi ha acquistato è di oltre 80mila euro, con la soddisfazione di aver capitalizzato i propri risparmi, ad esempio per acquistare una casa di maggior pregio, con la sicurezza che solo l'investimento immobiliare da sempre consente. Fonte: Nomisma Società di Studi Economici.